Nel fuoco della ceramica, certe passioni non si accendono: semplicemente restano vive, pronte a riemergere. E per Ugo Nespolo la ceramica non è mai stata una parentesi, ma un linguaggio affettivo e progettuale insieme, coltivato nel tempo, tornato oggi con la naturalezza di ciò che non si è mai davvero interrotto. Già negli anni Novanta lavorava a Faenza, uno dei santuari mondiali dell'argilla, affinando quel rapporto viscerale con la materia che per lui ha sempre avuto il sapore di qualcosa di primordiale. Non decorare superfici, non illustrare idee, ma “Inventare mondi” dice l’artista, “costruire universi autonomi, dove un numero può diventare architettura e una nota musicale può farsi scultura”. Dal 30 maggio al 6 settembre, tra Albissola Marina e Savona, questa continuità prende forma nella mostra “Nespolo e Albisola. Fuoco ritrovato”, e il titolo non mente: trentasei sculture inedite – nate nei forni della storica manifattura Ceramiche Pierluca.- riportano l’artista torinese dentro una materia che conosce bene, e che ha già attraversato più volte nella sua ricerca. Queste nuove opere lo dimostrano con una chiarezza quasi ludica e insieme rigorosa. Sono sfere, cilindri, piatti monocromi graffiati, piastre a rilievo, fino a sculture-ciotole da cui emergono elementi del suo vocabolario visivo: note musicali che sembrano suonare nello spazio, numeri deformati, lettere aggettanti che raccontano di un alfabeto che non si accontenta di stare fermo su una pagina.
Ugo Nespolo torna all’argilla, 36 sculture inedite in mostra ad Albissola
Dal 30 maggio al 6 settembre le opere dell’artista torinese al Muda di Albissola Marina e al Museo della Ceramica di Savona








