Si è spento circondato dall’affetto della famiglia e di chi lo ha sempre considerato una guida morale della periferia: Giosuè Scibilia, filantropo e artigiano instancabile, è venuto a mancare all’età di87 anni dopo una lunga malattia. Con la sua scomparsa si chiude idealmente un capitolo importante della storia artigiana catanese: la terza generazione della famiglia Scibilia che, dal1908, ha trasformato un’officina di via Plaia in una scuola di vita e di mestiere per intere generazioni di giovani.

Nato in una famiglia di origine ebraica che scelse Catania come nuova casa, Scibilia fece dell’officio un luogo vivo, dove la tradizione dell’antiquariato e dell’ebanisteria si intrecciò con l’impegno sociale. La sua visione non fu mai soltanto produttiva: per lui l’artigianato era uno strumento di emancipazione, un mezzo concreto per dare ai ragazzi della periferia la possibilità di scegliere un percorso dignitoso e stabile.

Nel quartiere di San Cristoforo il suo nome è da decenni sinonimo di opportunità. Accanto a personalità come Padre Pignataro, Giosuè dedicò energie e tempo a sostenere i giovani più svantaggiati, insegnando loro un mestiere e restituendo fiducia a intere famiglie. «Le periferie sono una fucina di talenti», amava ripetere: parole che hanno guidato la sua azione quotidiana e che oggi suonano come un invito a non abbandonare quelle comunità.