Luca Loglio (Bergamo, 1993). Inseguo la musica per passione,

la filosofia per accumulare domande, l’arte per esercitare pose e la cultura

per moltiplicare ap…

Cristiana Iommi, direttrice della Biblioteca Civica Angelo Mai, dal suo ufficio abbraccia con lo sguardo la Sala Tassiana, custode dei monumentali Globi Coronelli, il Salone Furietti e, oltre la finestra, Piazza Vecchia e il Palazzo della Ragione. Tra questi due orizzonti, dove si manifesta lo spirito della città, si sviluppa una conversazione che attraversa alcuni dei temi più urgenti che oggi interrogano una biblioteca storica: l’identità, il rapporto tra patrimonio e innovazione tecnologica, l’accessibilità, sia culturale sia fisica, l’apertura alla collettività e ai suoi nuovi bisogni. LL: In un tempo in cui il sapere circola sempre più attraverso contenuti rapidi e digitali, che cosa significa oggi essere una biblioteca storica? Come sta cambiando l’identità della Biblioteca Civica Angelo Mai e quale funzione pubblica è chiamata ad assumere oggi? CI: Oggi il primo approccio passa quasi sempre dal digitale, ma questo non significa che i luoghi fisici della conoscenza abbiano perso il loro ruolo. Al contrario, digitale e biblioteca non sono alternative, bensì strumenti complementari, che rispondono a esigenze informative e di contenuto diverse. L’Angelo Mai è una biblioteca storica di conservazione: custodisce i fondi antichi della città, ma anche la documentazione dell’età moderna e contemporanea, garantendo la continuità della memoria di Bergamo. È un luogo in cui l’informazione non si limita a essere consultata, ma viene vissuta, grazie anche alla mediazione di bibliotecari e archivisti che accompagnano il pubblico in percorsi di conoscenza più ricchi e articolati. La vera questione riguarda oggi l’identità. Non tanto chiedersi quale debba essere il ruolo di una biblioteca storica, quanto comprendere che cosa la collettività si aspetti da essa. La funzione pubblica della Biblioteca Angelo Mai, quindi, si costruisce nel dialogo con la città, attraverso azioni capaci di interpretare la contemporaneità senza rinunciare alla propria natura.