L’Arci Massa Carrara attacca la giunta sulla biblioteca comunale Giampaoli. "Abbiamo assistito con stupore alla discussione sul regolamento della biblioteca in consiglio comunale – afferma l’Arci –. Soprattutto abbiamo potuto registrare il tentativo da parte dell’amministrazione di mettere le mani sugli spazi pubblici della biblioteca inserendo una sorta di diritto di scelta sulle iniziative culturali. Bene ha fatto una consigliera di opposizione, e spiace che solo una forza politica lo abbia fatto, a sollevare il problema, perchè non si tratta di piccolezze, ma di un obiettivo ben definito: mettere le mani in modo autocratico sulle espressioni culturali della città. Sottoporre l’utilizzo dei locali della biblioteca a editti di potere mette a rischio l’agibilità degli spazi pubblici in nome di un tentativo identitario di recupero di nostalgie storiche, fino a una mercificazione degli stessi spazi".
"Togliere luoghi alla cultura o addirittura condizionare l’agibilità degli spazi pubblici alle volontà dei partiti – continua l’Arci – è un fatto pericoloso su cui non possiamo soprassedere. Il dibattito ha fatto emergere come la deriva autocratica stia permeando anche dal punto di vista formale: se nel passato abbiamo assistito a ’censure’ effettuate su nomi e temi che potevano essere scomodi, oggi tutto questo viene messo nero su bianco. Come Arci ci siamo sempre battuti, dal livello nazionale a quello locale, affinché la democrazia nelle proposte culturali e la disponibilità degli spazi pubblici nel rispetto dei dettati costituzionali fosse sempre e comunque garantita. Chi ha votato contro a questa operazione nell’aula consiliare ha tutto il nostro rispetto con la consapevolezza che una base democratica esiste e su quella si può agire nell’applicazione dei principi fondamentali della nostra Costituzione".







