A Palazzo Poggi la collezione che va dai classici ai fumetti, dall’occultismo al feuilleton. Un luogo magico, con una disposizione irrituale sugli scaffali: ogni libro ’parla’ con quello accanto.Basta alzare lo sguardo. Fare un passo oltre la storica portineria di Palazzo Poggi. E il mosaico comincia a colorarsi. Proprio come tante tessere impilate una dopo l’altra. E poi una sull’altra. Così sono i 32mila volumi che compongono la biblioteca Eco, cui si accede da piazzetta Puntoni. Alcuni sono disposti in orizzontale, vanno controcorrente rispetto a tutti gli altri libri. Qualcuno mostra la copertina a chi entra. L’importante è sapere che ogni rotta di quell’universo è stata tracciata dal professore più illustre dell’Alma Mater. Così com’era la sua casa-studio di Milano, è ora la biblioteca che porta il suo nome e raccoglie la collezione-mondo.
La disposizione segue la regola del ’buon vicino’. L’ha teorizzata Aby Warburg, ma il professore, che ha insegnato semiotica dell’Università di Bologna dal 1971 al 2007, ne ha sottoscritto ogni parola. Funziona così: i volumi non seguono un ordine alfabetico o un rigido indice tematico, ma le relazioni interdisciplinari, i rimandi tra testi e le affinità tematiche. In questo modo, quando si cerca un testo specifico, se ne trova un altro accanto che si rivela anche più utile.






