Una sezione delle scaffalature della Biblioteca Eco (Foto: UniBo)

Quando l’ha vista il figlio Stefano, l’impressione che ne ha tratto è di essere tornato nella casa milanese affacciata sul Castello Sforzesco. Gli sembrava che perfino l’odore fosse quello. Anche a Elena Kostioukovitch, la traduttrice dall’italiano al russo di tutti i suoi romanzi e di molti saggi, pareva di trovarsi nuovamente lì, dove tante volte lo aveva incontrato. Lo ha detto anche il regista Davide Ferrario, autore di un documentario di qualche anno fa sulla sua biblioteca: guardando solo le riprese video degli scaffali, non saprebbe dire se si trova a Milano o a Bologna.

Siamo dentro alla Biblioteca Eco, la collezione libraria del celebre scrittore e semiologo che alla sua scomparsa la famiglia ha voluto donare allo Stato, con l’accordo che venisse valorizzata e studiata. Qui a Bologna, nell’ala novecentesca di Palazzo Poggi, l’edificio che ospita anche la Biblioteca Universitaria centrale dell’Università di Bologna, della biblioteca di Umberto Eco è finita la parte dei libri moderni: oltre 30 mila volumi che sono il racconto della sua curiosità insaziabile sulle più strampalate materie e della sua passione per l’oggetto libro.