Ci si meraviglia che ancora si stia a discutere sul destino di Palazzo Sormani. L’edificio storico milanese ha ospitato nel dopoguerra la biblioteca civica comunale che l’anno prossimo confluirà nella nuova Biblioteca Europea di Informazione e Comunicazione (BEIC) con una nuova sede (in Porta Vittoria). Come stabilito dalla Giunta comunale, l’uso di Palazzo Sormani, dopo il trasferimento, dovrà restare comunque di carattere culturale. Ora, non c’è nulla di più «culturale» nella storia e nel presente di Milano quanto l’editoria, ovvero il libro, con tutto ciò che esso comporta, sia in materia di contenuti sia in materia di arte, di materialità grafica, di design. Milano è (stata) la capitale dell’editoria libraria italiana e una delle capitali europee. Qui le grandi case hanno trovato il loro tessuto di crescita, e gli scrittori e gli intellettuali sono sempre confluiti a Milano per lavorare dentro le piccole e grandi officine che producevano libri, cioè cultura letteraria, artistica, scientifica eccetera. Senza risalire alle radici ottocentesche (Treves, Sonzogno eccetera), i nomi di Mondadori, Rizzoli, Garzanti, Longanesi, Bompiani, Feltrinelli, Adelphi, con la loro lungimiranza, i loro orientamenti, le reti di rapporti e di amicizie, sono solo i più noti (nel mondo).