La Corte non decide ancora chi abbia ragione, ma stabilisce che il ricorso della Camera può essere esaminato. Al centro c’è la richiesta di Montecitorio di far passare anche l’ex capo di gabinetto di Nordio dal filtro parlamentare previsto per i reati ministeriali

La Corte costituzionale apre il dossier Bartolozzi. Con l’ordinanza numero 122, pubblicata oggi 7 luglio, la Consulta dichiara ammissibile il conflitto tra poteri dello Stato sollevato dalla Camera dei deputati contro il Collegio per i reati ministeriali e la Procura della Repubblica di Roma. Al centro c’è l’omessa richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Giusi Bartolozzi, allora capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio, indagata per false informazioni al pubblico ministero nell’ambito del caso Almasri, il generale libico arrestato in Italia su mandato della Corte penale internazionale e poi rimpatriato in Libia su un volo di Stato.

La decisione della Consulta è solo il primo vaglio. I giudici costituzionali non hanno ancora stabilito se Montecitorio abbia ragione, né se la procura avrebbe dovuto passare dalla Camera prima di procedere nei confronti di Bartolozzi. Hanno però riconosciuto che il conflitto è ammissibile e che dunque può essere discusso. Il ricorso, fa sapere la Corte, sarà trattato «in rito e nel merito» in una prossima udienza pubblica.