Il conflitto di attribuzione sollevato dalla Camera per Giusi Bartolozzi, indagata dalla procura di Roma per il caso Almasri, verrà discusso. Ieri la Corte costituzionale ha dichiarato ammissibile il ricorso presentato dall’Aula di Montecitorio e votato dalla maggioranza.

La Consulta ha stabilito che questo dovrà essere trattato «in rito e nel merito» in un’udienza pubblica che si terrà nei prossimi mesi, dopo l’estate, probabilmente non prima di ottobre. Quello che la maggioranza aveva sollevato era l’«omessa richiesta di autorizzazione a procedere» per i reati contestati a Bartolozzi, ovvero le presunte false informazioni rese ai pm nel corso delle indagini. Secondo la relazione stilata dal forzista Giorgio Mulè, infatti, queste sarebbero «teleologicamente connesse» ai reati contestati ai ministri della Giustizia e dell’Interno, Carlo Nordio e Matteo Piantedosi, e al sottosegretario di Palazzo Chigi Alfredo Mantovano. Per cui, pur non essendo parte dell’esecutivo (allora Bartolozzi era capa di gabinetto di Nordio) si sarebbe dovuta seguire la stessa procedura riservata ai ministri. Quindi un voto in Aula, che nel caso di Nordio, Piantedosi e Mantovano ha fatto sì che il processo si fermasse.