La Corte costituzionale apre un nuovo capitolo del caso Almasri. I giudici hanno dichiarato ammissibile il conflitto di attribuzione sollevato dalla Camera dei deputati in favore di Giusi Bartolozzi, ex capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio, imputata per false informazioni al Tribunale dei ministri nella vicenda del generale libico Osama Almasri, arrestato in Italia e poi liberato e rimpatriato dal governo.
La decisione della Consulta non entra nel merito delle accuse né stabilisce se Bartolozzi dovesse beneficiare dello stesso scudo parlamentare invocato per i ministri, Nordio e Piantedosi, e per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Per ora la Corte si è limitata a riconoscere che il ricorso della Camera possiede i requisiti per essere esaminato. Il giudizio avverrà in una prossima udienza pubblica, che secondo quanto si apprende dovrebbe essere fissata dopo l’estate.
Il conflitto era stato sollevato dal parlamento lo scorso aprile. La Camera sostiene che la procura di Roma e il Tribunale dei ministri avrebbero dovuto chiedere l’autorizzazione a procedere anche nei confronti dell’ex capo di gabinetto di Nordio, considerandola concorrente nei reati contestati al ministro o comunque responsabile di un fatto funzionalmente collegato all’esercizio delle funzioni di governo. In sostanza, secondo la Camera, l’indagine su Bartolozzi avrebbe inciso su una prerogativa parlamentare: quella di decidere se autorizzare o meno il processo per fatti ritenuti ministeriali.









