Ha mentito ai magistrati sul caso Almasri, il generale libico arrestato a Torino su mandato di cattura internazionale e poi rilasciato e rimpatriato in fretta e furia. Questa la contestazione mossa dalla procura di Roma a Giusy Bartolozzi, capo di gabinetto del ministro Carlo Nordio.

Il reato ipotizzato è il 371 bis del codice penale che punisce «chiunque, nel corso di un procedimento penale, richiesto dal pubblico ministero o dal procuratore della Corte penale internazionale di fornire informazioni ai fini delle indagini, rende dichiarazioni false ovvero tace, in tutto o in parte, ciò che sa intorno ai fatti sui quali viene sentito». Prevista una pena fino a quattro anni di reclusione. Secondo testimonianze e atti del procedimento, Bartolozzi avrebbe svolto un ruolo importante nella gestione del dossier aperto con l'invio da parte dell'Aja del mandato d'arresto per Almasri e del successivo scambio di comunicazioni all'interno degli uffici di via Arenula.

Video shock dei media libici: "Almasri uccide un civile a mani nude a Tripoli"

Per la vicenda Almasri, Bartolozzi è stata sentita dal Tribunale dei ministri. E, si legge negli atti, ha raccontato di «aver avuto notizia dell’arresto nella tarda mattinata di domenica 19, su Signal, da parte del capo della polizia. E di aver informato il ministro». Di aver partecipato a una riunione il giorno stesso. Incontro «riservatissimo». E dice anche che le era «stato chiesto di mantenere l’assoluto riserbo». Al punto tale da non averne parlato nemmeno con i suoi funzionari. «Dichiarazioni che risultano smentite».