Vigevano. L’ex eurodeputato della Lega, Angelo Ciocca, vuota il sacco. A processo per tentata corruzione, ovvero per l’offerta (rifiutata) di 15mila euro alla consigliera comunale di Vigevano Emma Stepan per dimettersi e far cadere la giunta Ceffa, ieri Ciocca è stato sentito in aula. «Dalle indagini è emerso che io ero contro Andrea Ceffa, ma non è così - ha detto l’ex europarlamentare, ora ancora nella Lega ma senza più ruoli attivi -. Anzi fui io ad avvisare Ceffa il 26 novembre, dopo un evento a Vigevano, che c’era in corso un tentativo di farlo cadere. Lui mi disse che era una voce che girava da tempo, ma mi sembrò minimizzare il rischio». Il 28 novembre ci fu in mattinata uno scambio di messaggi tra Ciocca, Antonello Galiani (ex vice sindaco esautorato pochi mesi prima da Ceffa e ritenuto uno dei tramatori) e il pavese Andrea Spallarossa. Poi dopo pranzo Ciocca incontrò in un ristorante al Cassinino Alberto Righini e l’altro costruttore Roberto Scalvi «mi fermai per un caffè, loro festeggiavano perché avevano raggiunto le 13 firme per far cadere Ceffa, non capivo il perché dei dissidi tra Ceffa e Righini dopo che tra i due c’era feeling. Righini mi parlò semplicemente di problemi sul territorio: non sapevo del progetto del supermercato di Righini al posto del bingo in centro» ha detto Ciocca, successivamente poi a San Genesio ci fu l’incontro nello studio tecnico della Stc di Ciocca proprio tra l’allore europarlamentare e Luca Battista, compagno e referente politico di Emma Stepan. «In trenta secondi si capiva che la fedeltà politica di Battista e Stepan verso Ciocca era totale, non feci offerte economiche - ha detto Ciocca -. Nel mio studio ci sono 32 telecamere che registrano anche audio, compresa nella sala dove incontrai Battista. Non lo incontrai nello studio esterno a San Genesio da eurodeputato dove godevo dell’immunità». Successivamente ci furono ancora contatti tra Ciocca e Ceffa e tra Battista e Ciocca. «In quei giorni stava nascendo Comitato Nord, l’ala della Lega in cui stava tornando in scena Umberto Bossi - ha ricordato Ciocca -. Ero molto impegnato in quello, consigliai a Ceffa per rinforzare la sua posizione di candidarsi segretario provinciale della Lega al posto di Jacopo Vignati che non godeva del mio sostegno politico. E a Battista dissi di tenere d’occhio la situazione di Vigevano. Ceffa la pensava come me, mentre Andrea Sala ex sindaco e in quel momento ancora assessore era più per la Lega islamica e con la caduta di Ceffa si sarebbe potuto nuovamente candidare a sindaco» . I rapporti con Galiani? «L’avevo resuscitato politicamente - ha risposto Ciocca -. Era stato estromesso dalla giunta ed espulso da Forza Italia. Nel dicembre 2022 ricevetti una chiamata di Ignazio La Russa che mi chiese il favore di usare le firme di Comitato Nord, che contava su quattro consiglieri regionali, per evitare la raccolta di firme a Noi Moderati di Maurizio Lupi. Chiamai il governatore Attilio Fontana che mi diede l’ok. E poi feci il nome di Galiani come possibile candidato locale». L’ex eurodeputato ha spiegato di aver scoperto solo quando fu perquisita la sua abitazione che Ceffa lo riteneva un “congiurato”: «Avevo organizzato un pranzo per chiarire - ha detto Ciocca -. Questa vicenda ha creato problemi alla mia vita, però devo anche dire che ora mi sento meglio: sono tornato a pensare di più al mio lavoro e alla mia famiglia».
Congiura di Sant'Andrea, Ciocca si difende: «Non sono il nemico: avvisai Ceffa»
L’ex eurodeputato leghista a processo per tentata corruzione
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