"Il calcio italiano sta vivendo uno dei momenti più difficili della sua storia recente. Ma proprio dalle crisi possono nascere le opportunità più importanti. Per invertire la rotta non bastano interventi isolati: servono riforme strutturali, una nuova mentalità e un confronto stabile tra istituzioni e mondo del calcio". Lo ha dichiarato il senatore Paolo Marcheschi, responsabile nazionale Sport di Fratelli d’Italia, al convegno “La geopolitica del pallone - il modello calcistico europeo tra riforme nazionali e sostenibilità economica”. "È il momento di abbandonare logiche di parte e interessi particolari per costruire una strategia comune - ha aggiunto -. Per questo riteniamo necessario istituire un tavolo permanente tra Governo, Parlamento, Figc, Leghe e tutti gli attori del settore. La Federazione può intervenire sugli aspetti sportivi e organizzativi, ma molte delle sfide decisive richiedono un sostegno legislativo: nuovi strumenti per la realizzazione degli stadi, incentivi agli investimenti, una fiscalità più competitiva e regole che favoriscano la crescita dei vivai".

"Il calcio non è più uno sport di popolo, non è più uno sport che tutti possono giocare, ma un qualcosa di élite, nel quale vanno avanti in pochi e sempre meno su base meritocratica. E questa lettura è avallata da due dati inconfutabili: i risultati della nostra nazionale e delle nostre squadre di club, ma anche e soprattutto il numero dei giovani e dei giovanissimi che scelgono altro sport”, ha aggiunto il parlamentare europeo FdI-ECR Francesco Torselli.