di
Alessandro Bocci
Il presidente della Lega Pro contro il sistema calcio: «Bisogna non tradire l’anima popolare del calcio: all’estero ci hanno sorpassato, lo spettacolo viene prima. La C è il polmone del sistema, fa crescere giovani, allenatori e arbitri»
Presidente Marani, il suo discorso all’Assemblea Elettiva è stato una fotografia cruda ma reale della drammatica situazione in cui si è infilato il nostro calcio…«Tre Mondiali consecutivi saltati, un dato eclatante e sconfortante. Una generazione intera ha perso il privilegio, ma anche il diritto, di tifare l’Italia nel torneo più importante che esista. Nei 128 anni della Federazione mai siamo finiti così in basso. Quando abbiamo giocato l’ultimo scontro diretto in Coppa del Mondo, nel 2006, mio figlio aveva appena sei mesi, adesso è al secondo anno di ingegneria».
Tutto questo avrà delle conseguenze?«Il vuoto che si è creato lo occupano benissimo altri sport. Il pubblico si sta spostando. Ma la crisi non deve essere vissuta come una sfida con altre discipline da cui invece possiamo apprendere qualcosa di nuovo. Bisogna ritrovare la nostra identità e non tradire l’anima popolare del calcio. Come diceva Sconcerti, le masse sono entrate nella storia del Novecento guidando l’auto o correndo dietro a un pallone».








