| 27 Luglio 2026 20:03 |

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(Adnkronos) – Mentre il presidente della Figc Giovanni Malagò è alle prese con il caso Pirlo e il caos sulla scelta del nuovo ct dell’Italia, il Parlamento si muove per ‘salvare’ il calcio italiano. Un intervento organico per affrontare quella che viene comunemente definita “crisi del calcio italiano”, distinguendo però due problemi profondamente diversi: da una parte la crisi della Nazionale, legata alla carenza di giovani talenti e alla debolezza del sistema dei vivai; dall’altra la crisi economica e competitiva della Serie A, sempre meno attrattiva per investitori, calciatori e mercati internazionali. È questo l’obiettivo del Disegno di legge depositato al Senato da Pd, primo firmatario il presidente Francesco Boccia, e sottoscritto da tutto il gruppo dem che propone una riforma complessiva del settore fondata su investimenti nei giovani, sostegno al calcio femminile, riqualificazione degli impianti, sostenibilità economica e maggiore trasparenza della governance sportiva.

La relazione illustrativa parte da una constatazione: la terza mancata qualificazione consecutiva dell’Italia ai Mondiali non è un episodio isolato, ma il sintomo di un sistema che fatica a formare e valorizzare nuovi talenti. Parallelamente, la Serie A registra perdite strutturali, un forte indebitamento e una progressiva perdita di competitività rispetto ai principali campionati europei. Da qui la scelta di costruire il provvedimento su due direttrici. La prima riguarda il rilancio dei settori giovanili. Il disegno di legge aumenta dal 5 al 10 per cento la quota dei diritti televisivi della Serie A destinata a premiare i club che investono realmente nella formazione dei giovani, facendo giocare calciatori e calciatrici tra i 15 e i 23 anni, valorizzando i vivai e contribuendo alle convocazioni nelle Nazionali. Le risorse dovranno essere reinvestite per almeno la metà nello sviluppo dei settori giovanili.