Giovanni Malagò interviene al Senato e indica le riforme necessarie per rilanciare il calcio italiano: dalle risorse delle scommesse alla lotta alla pirateria, fino agli investimenti sugli impianti. Il presidente della FIGC chiede un cambio di passo alle istituzioni: “Il calcio dà molto più al Paese, in termini finanziari, di quanto riceva”.

Giovanni Malagò in audizione al Senato.

Un appello deciso alla politica per intervenire a sostegno del calcio italiano. È quello lanciato dal presidente della FIGC, Giovanni Malagò, durante l'audizione davanti alla VII Commissione del Senato, impegnata nell'esame del disegno di legge dedicato alla riforma del sistema calcistico. Dal tema delle scommesse sportive alla pirateria audiovisiva, passando per il vincolo sportivo e il nodo degli impianti, il numero uno federale ha illustrato le misure che ritiene indispensabili per garantire un futuro più solido al movimento.

Tra le priorità indicate da Malagò c'è la possibilità di destinare una parte degli introiti delle scommesse sportive al calcio. "Se venisse riconosciuto il 2% delle scommesse si darebbe tranquillità al sistema e si compenserebbe anche l’inevitabile riduzione dei ricavi dai diritti televisivi che arriverà con il prossimo bando della Serie A". Secondo il presidente della FIGC è necessario che una disciplina capace di generare un elevato volume di giocate produca anche un ritorno economico diretto per il movimento calcistico, così da finanziare lo sviluppo dei vivai, il miglioramento delle infrastrutture, gli impianti e alcuni interventi di carattere fiscale.