| 29 Luglio 2026 14:02 |
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(Adnkronos) – Tra i temi affrontati dal presidente della Figc Giovanni Malagò nel suo intervento in udizione in commissione Cultura al Senato nell’ambito dell’esame delle disposizioni in materia di sistema calcistico italiano c’è stato quello relativo alla percentuale delle scommesse che dovrebbero gravare sul sistema calcio, ma che non ha mai trovato una chiave concreta di soluzione. “Mi vorrei soffermare sulla storia della percentuale delle scommesse che dovrebbero gravare sul sistema calcio e che invece non hanno mai trovato una chiave concreta di soluzione. Se c’è un incontro tra Francesco Boccia e Giusy Versace sul ring e ci sono delle scommesse. Secondo voi può esistere uno sport dove entrambi i protagonisti non percepiscono un solo euro di tutte le persone che scommettono su di loro? Lo trovate giusto e corretto? La stessa cosa la potrei declinare sotto tutti i punti di vista”, ha detto Malagò.
“Se ci sono delle scommesse possiamo anche scegliere di non destinare una percentuale direttamente al protagonista, ma è giusto farlo nei confronti del sistema. La società, poi, ovviamente deve investire in infrastrutture, vivai, impianti sportivi, sgravi fiscali. Il senatore Marcheschi con questa proposta di legge tocca perfettamente il tema e indica in una percentuale del 2%, che più o meno è sempre stata quella suggerita da chi mi precedeva. E proprio per evitare che ci sia il tema della copertura finanziaria indica che questa cifra debba essere riconosciuta dai concessionari”, ha aggiunto Malagò che puntualizza come che “l’articolo li riconosce in soggetti ex Totocalcio, ma andrebbe rivisto. Ci sono state molte evoluzioni in questi anni, il Totocalcio non è più quello che ha accompagnato un pezzo della mia vita. Oggi ci sono dinamiche di reti di concessionari che non sono rete Totocalcio, ma invece hanno scommesse importanti nel mondo del calcio. Questa sarebbe una cosa meravigliosa, sistemerebbe praticamente tutto, anche quello che sarà l’inevitabile conseguenza, di quello che è certo accadrà, con la riduzione del monte diritti che avverrà con il prossimo bando della Serie A”, ha sottolineato Malagò e “darebbe tranquillità anche rispetto a tutta l’incidenza valoriale dei numeri relativi alla Legge Melandri”.











