di
Sergio Donato
Il presidente della FIGC ha descritto un sistema stretto tra la saturazione del mercato televisivo e la difficoltà di fermare le trasmissioni illegali. Le multe antipirateria, sostiene, dovrebbero tornare quasi interamente al movimento calcistico
Giovanni Malagò ha legato quasi indissolubilmente il futuro economico del calcio italiano alla lotta alla pirateria e agli introiti derivati dalle scommesse. Durante un’audizione al Senato sul disegno di legge 1902, il nuovo presidente della FIGC ha detto di aver incontrato i vertici delle società che detengono i diritti televisivi e di aver trovato una situazione peggiore del previsto. “Pensavo che le cose andassero un po’ meglio”, ha ammesso. “Numeri alla mano, assolutamente no”.
Per poter capire bene di cosa si sta parlando bisogna però riprendere il disegno di legge 1902, intitolato “Disposizioni in materia di sistema calcistico italiano” e presentato a maggio dal senatore di Fratelli d’Italia Paolo Marcheschi, ora all’esame della Commissione Cultura del Senato.










