“Da qualche mese ho delle discussioni continue con mio figlio riguardo al valore del lavoro. Perché Giorgio, che ha 16 anni, sembra completamente catturato dall’idea che si possano fare soldi facili online, senza fatica, senza studio, senza gavetta. Passa le notti a guardare video di trader improvvisati, crypto-influencer e presunti guru che promettono guadagni rapidi e vite da sogno. Io cerco di riportarlo con i piedi per terra, ribadendogli il valore dello studio e della costruzione graduale di una carriera, ma ho la sensazione di parlare a qualcuno che vive in un’altra realtà”. A raccontarlo è Leonardo R., 50 anni, che abita a Roma e lavora nella pubblica amministrazione. “Il problema è che non si tratta più solo di curiosità: mio figlio ha iniziato a comportarsi come se quella fosse l’unica strada possibile per avere successo”.
L’attrazione per il denaro facile“Giorgio è sempre stato un ragazzo intelligente, ma negli ultimi mesi è cambiato il suo modo di ragionare. È come se avesse sviluppato una specie di ossessione per il guadagno veloce. Passa ore sui social a seguire persone che mostrano auto di lusso, viaggi costosi, vite apparentemente perfette, tutte costruite sull’idea che si possa diventare ricchi in poco tempo. All’inizio pensavo fosse una fase, una di quelle mode adolescenziali che passano da sole. Poi però ho iniziato a notare comportamenti che mi hanno spaventato. Ha preso di nascosto la mia carta di credito per fare piccoli investimenti online, che ovviamente sono andati male. Ha iniziato anche a vendere le sue scarpe di marca usate per racimolare soldi da reinvestire in questi schemi. Quando provo a parlargli della scuola, dello studio, della necessità di costruirsi un futuro passo dopo passo, lui mi risponde con frasi che mi lasciano senza parole: ‘La scuola è per chi vuole fare lo schiavo a 1200 euro al mese’. Dal suo punto di vista il mondo è cambiato, pensa che chi studia finisce per lavorare per pochi soldi, mentre online si può “diventare qualcuno” molto più velocemente. Davanti a questi discorsi ho preso atto che non si tratta solo di ribellione adolescenziale, ma di una visione distorta del lavoro e del denaro”.








