"Questo ’pensiero’ si è insediato in lei a settembre 2023. Non ritengo che la tecnologia di per sè sia malvagia; ma c’è stato l’effetto del rinforzo e, nel giro di sei mesi, l’ha portata a scegliere di suicidarsi, non facendo trapelare quasi nulla. Vorrei dire a chi si può trovare in una situazione simile di provare a fare rete, comunità". Sono state parole dense di dolore ma anche di speranza quelle pronunciate da Irene Roggero nell’ambito del convegno ‘dentro i social: i minori’, organizzato dalla Camera civile di Modena ‘Uber Trevisi’ alla Camera di Commercio per affrontare il delicato tema dei minori e dei social. Irene è la mamma di R., la dodicenne che nel febbraio 2024 si è tolta la vita. Roggero, insieme ad altre nove famiglie rappresentate dallo Studio Legale Ambrosio Commodo di Torino, ha sposato la class action inibitoria contro Meta e TikTok portata avanti dal Moige, il Movimento Italiano Genitori. "L’algoritmo ti dà quello che cerchi, e credo che R. stesse solo attraversando un momento di fragilità, come capita in adolescenza, che i social hanno amplificato – ha spiegato la mamma –. La class action chiede che venga introdotto un limite di età per l’accesso alle piattaforme, una modifica degli algoritmi e l’esposizione, in modo chiaro, di un messaggio di pericolosità affinché all’utente sia chiaro che può generare dipendenza". "La testimonianza della signora Irene ha rappresentato il punto centrale dello sviluppo emozionale, mentre l’approfondimento giuridico degli avvocati Bertone e Lala dello Studio Ambrosio e Commodo di Torino, ha ben illustrato le fatiche profuse per riuscire a portare all’attenzione del giudice tutte le riserve e le pretese di un’azione di tutela, promossa per la prima volta in Europa – spiega Angelo Nadalini, presidente della Camera civile di Modena –. Il contributo poi, dato dal dott. Affinita, direttore del Moige, è nel solco dell’idea che la Camera civile ha voluto imprimere: sì di divulgazione scientifica, ma altresì di apertura al sociale".