È interessantissima la storia della Corte europea dei diritti dell’uomo che ha condannato la giustizia italiana, una pm di Benevento, per aver chiesto l’archiviazione di un procedimento per violenza domestica. Le motivazioni, ha decretato la Corte, sono “sessiste e stereotipate”. Vediamole. La pm beneventana ha scritto che il fatto che l’uomo avesse puntato il coltello alla gola della moglie, di nazionalità francese, era “uno scherzo di cattivo gusto”. Che non si può definire violenza, quell’episodio, anche se la donna ha opposto resistenza perché “ogni donna tende ad esercitare un minimo di resistenza, nella stanchezza delle incombenze quotidiane, quando un marito tenta un approccio sessuale”. Ammetto di aver avuto un pensiero riguardo alla geografia, sempre sottovalutata. Tu puoi andartene dal paese ma il paese non se ne vai mai da te. Quindi ho dovuto per prima cosa scacciare il pensiero stereotipato e molesto.
No, la Francia e l’Italia, in questo caso Benevento, non sono la spiegazione perché esiste il mondo fuori, la cultura, il sapere, l’emancipazione. Cosa pensavano i tuoi nonni è interessante ma non basta a giustificare cosa pensi tu, cent’anni dopo. Quindi, la resistenza. Qui si configura un mondo, nel presente, in cui le donne sono stanche per via delle incombenze quotidiane, immagino domestiche, che evidentemente spettano solo a loro. Quando il marito torna a casa dalle sue, di incombenze, lui ha desiderio di avere un rapporto sessuale e lei no, perché è stanca. Dunque, primo: lui non si stanca, a lavorare, lei sì. Curioso differenziale. Secondo. Il desiderio e la stanchezza sono in relazione? Non ci avevo mai fatto caso, anzi. Mi era parso talvolta il contrario. Terzo. La naturale resistenza è un dato di natura o di cultura? Direi che si iscrive alla tradizione di “Carmelina componiti”. Non sta bene che le donne mostrino il loro desiderio. Ma invece ce l’hanno, pensa. Da stanche e da riposate. Mi concentrerei piuttosto sul coltello alla gola: non è l’ideale.










