Ok Corral, ma non nel Far West ma a bordo di una nave da crociera. Vediamo chi proprio non molla? Ci vorrebbe Sergio Leone per certi particolari al rallenti, magari con la pioggia che cade e per i passi lenti e misurati con cui il sindaco Manfredi e il presidente Fico si avvicinano al palco per replicare, minuziosamente e senza mai perdersi d’animo, agli affondi di De Laurentiis: «Voglio fare lo stadio, fatemelo fare». L’occasione è d’oro. E le occasioni sono opportunità per il presidente del Napoli: «Vediamoci, parliamoci, basta una sola riunione di due ore tutti e tre insieme e vi farò capire come il restyling del Maradona non serve al Napoli». Dei lunghi attimi che scivolano dal cuore e si incastrano nei nervi. Lo sport è anche questo: provare a regolare all’improvviso i conti che si aprono fuori. Manfredi e Fico restano netti nella posizione di Comune e Regione: «Siamo pronti a sostenere il Napoli ma uno stadio è un investimento privato», la sintesi delle posizioni che appaiono apparentemente agli antipodi ma che non è detto non possano trovare punti di incontro.
La querelle È l’area delle ex raffinerie Q8, nella zona di San Giovanni a Teduccio, quella in cui De Laurentiis ha in mente di realizzare lo stadio nuovo, come confermato anche dai vertici di Q8. «Perché i lavori del Maradona non solo faranno danni economici nelle prossime stagioni al Napoli, ma alla fine non consentiranno di avere uno stadio dalla redditività elevata e in grado di competere con gli altri club che in questi mesi si stanno attrezzando per avere uno stadio proprio. Per questo dico: sediamoci, parliamo tutti. Pensiamoci. Perché tra 4 o 5 anni, senza lo stadio, non saremo più in grado di competere con Milan, Inter e Roma. E questo lo dovremmo spiegare ai tifosi azzurri», dice nel suo slancio a braccio. Fico e Manfredi sono seduti al fianco di Valentina De Laurentiis e dell’ad Andrea Chiavelli. «Il Napoli non fattura quanto i grandi club del Nord, ci vogliono anche le strutture. Io metto creatività e capacità finanziaria. Il Napoli merita uno stadio all’altezza della sua storia, un centro sportivo».Maglia Napoli centenario, svelata la prima divisa: il significato, quanto costa e quando sarà disponibileDice che «Friedkin a Roma ha trovato tutto, anche il centro sportivo, così come all’Inter e al Milan. Noi no, abbiamo trovato squadra in Serie C, club fallito». Manfredi avanza lentamente. Ha ascoltato. Ha capito che le stoccate sono per il Comune, per quei duecento milioni e il cantiere che sta per essere avviato e che cambierà - in ogni caso - il volto dello stadio di Fuorigrotta. Non è sorpreso. Se l’aspettava questa stoccata sia pure nel giorno delle presentazione della maglia del Centenario. «Desideriamo e desidereremmo un grande stadio come è nelle grandi capitali europee. Bisogna investire ben più di un miliardo che deve essere necessariamente investito da forze private perché il calcio è un’attività commerciale. Se si può fare, saremmo solo felici che si faccia. Come si sta facendo a Roma e a Milano - dice il primo cittadino - Se il Calcio Napoli trova le risorse, presenta il progetto, troverà solo disponibilità da parte del Comune di Napoli. Uno stadio è grande asset economico del club.Noi purtroppo abbiamo uno stadio di proprietà, fin quando non abbiamo alternativa proviamo a tenere un po’ migliore la casa che abbiamo, come farebbe il buon padre di famiglia. Ma se c’è alternativa valida, noi la sosterremo». Il governatore Fico parla con l’evidenza dei vincoli legati ai finanziamenti regionali ed europei. «Il fondo europeo di sviluppo regionale, il Fesr, il più ricco, solo per aver avuto l’idea di ristrutturare l’Arechi, ha detto che era una priorità negativa. C’è un divieto totale di usare il fondo Fesr per qualsivoglia stadio, cosa che era già successa a Firenze. Uno stadio è un investimento privato: o si fa un intervento nazionale che voglia che si facciano gli stadi in compartecipazione, oppure non possono essere finanziati dai fondi pubblici. Il Maradona è di proprietà del Comune ed entro certi investimenti limitati si può ipotizzare una ristrutturazione».Nuova maglia del Napoli, Alisson: «È ora di scrivere la storia»L’ultima parola se la riprende il patron. «Se non troverò degli ostacoli burocratici, i lacci e i lacciuoli, immagino che riusciremo a mettere la prima pietra sia per lo stadio nuovo che per il centro sportivo. Questo è un paese molto strano dove i politici fanno la politica guardandosi allo specchio, ma nello specchio non vedono i cittadini ma solo loro stessi». Terminato l’incontro, si avvicina a Fico e Manfredi per salutarli affettuosamente. «Allora, ci proviamo a vederci in questi giorni?». Presidente e sindaco rispondono senza esitazioni: «Incontriamoci prestissimo». De Laurentiis insiste: il progetto c’è, con skybox, parcheggi, e una capienza da 70mila posti. L’ora delle decisioni, in un senso o in un altro, è imminente.








