Aurelio De Laurentiis non arretra. Vuole uno stadio nuovo di zecca e lo vuole realizzare da solo. Non crede nella ristrutturazione del Maradona perché l’intervento, dal suo punto di vista, è solo un grande spreco di risorse pubbliche. Non solo: il presidente del Napoli è convinto che alla fine dei lavori non verrebbe realizzato un impianto realmente funzionale e moderno. Ed è per questo che, almeno fino a questo momento, ha ritenuto di non dover prendere parte a nessuna delle fasi di progettazione e, ormai, imminente inizio della riqualificazione dell’ex stadio San Paolo. De Laurentiis ritiene che l’area di Fuorigrotta non si presta a ospitare un impianto che deve essere multifunzionale.

E non a caso ha citato come esempio da seguire lo stadio dell’Arsenal, l’Emirates, che il club ha finanziato con accordi commerciali, naming rights e risorse proprie. E anche finanziamenti pubblici. De Laurentiis ha per ben due volte fatto sopralluoghi a San Giovanni a Teduccio, nell’area Q8, con l’ad Andrea Chiavelli, l’architetto Bruno Discepolo e Marco Di Lello, avvocato e consulente della proprietà delle aree: Kuwait Petroleum Italia S.p.A. e Kuwait Raffinazione e Chimica S.p.A. Si tratta di quasi 40 ettari dell’ex raffineria, ancora al centro di una bonifica (che sta costando circa 100 milioni di euro) che verrà ultimata entro dicembre del 2027. Ma che è a buon punto. Il piano Lo stadio che ha in mente De Laurentiis ha una concezione moderna degli impianti sportivi, finalizzata a migliorare la qualità del pubblico e dello spettacolo. Proprio sull’esempio degli impianti inglesi. Una struttura che deve essere polifunzionale, che non sia vissuta come presenza aliena e destinate solo al pallone. De Laurentiis sogna un impianto di nuova concezione e che funzioni sette giorni su sette, con la gente che possa frequentarlo per divertirsi, per svagarsi, per fare acquisti. Non solo la partita. Non è una novità che l’area ex Q8 sia finita nel mirino del Napoli e del suo presidente proprio per la realizzazione del nuovo stadio. È collocata all'interno del Sin (Sito di Interesse Nazionale) Napoli Orientale.Napoli, Manfredi risponde a De Laurentiis: «Stadio nuovo? Aspettiamo progetti da tanto tempo»E ha già avuto l’approvazione di fattibilità in termini di viabilità, infrastrutture, sicurezza. Ha un’entrata dalla Strada Statale 268, è delimitata da via nuova delle Brecce e via Del Ruggiero. Ma c’è un dettaglio: una vera e propria trattativa con i proprietari, ovvero il Parlamento del Kuwait, non è mai decollata. Vincoli non ce ne sono, per la realizzazione di uno stadio: l’area potrà ospitare residenze, uffici, logistica e “attrezzature”. E sotto questa voce rientra anche lo stadio. A poche centinaia di metri ci sono i depositi di carburante del Sud Italia, che il ministero dell’Ambiente ritiene siano assolutamente compatibili con le opere che il Napoli vorrebbe realizzare. Il punto è un altro: i proprietari dell’ex raffineria della Q8 auspicano un’intesa anche istituzionale. Impensabile, insomma, che si possa arrivare a un’intesa per la cessione dell’area (il cui prezzo non è stato ancora definito) al Napoli senza che ci sia il coinvolgimento del Comune. L’altra sfida del club azzurro è quella del centro sportivo: l’ultima settimana c’è stato un altro vorticoso giro di consultazioni per trovare il luogo ideale. De Laurentiis è fatto così: frena e poi accelera all’improvviso. Una delle aree per la nuova casa è Succivo. Poi c’è anche Monterusciello con il problema di un terreno che deve essere assegnato solo attraverso un bando e con una base di aggiudicazione di almeno 9 milioni. Ovvero i soldi dei finanziamenti comunitari e del Pnrr spesi fino ad adesso per riqualificare l’area.