di
Dario Sautto
Ma i legali della società Calcio Napoli: è solo un'opera temporanea
Aurelio De Laurentiis è indagato per abusi edilizi all'interno dello stadio Diego Armando Maradona e l'area ristoro in fase di realizzazione è stata sequestrata. A confermare la vicenda è il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, dopo l'anticipazione odierna di Repubblica. «Dalle informazioni che ho avuto - ha spiegato Manfredi - ho appreso che c'è stata una interpretazione contrastante della delibera di concessione degli spazi che era stata fatta dal Comune e che la società ha interpretato anche come autorizzazione edilizia, mentre in realtà era necessario anche acquisire l'autorizzazione per i lavori, una volta concessi gli spazi. Da questa differente interpretazione, è nato poi il problema che mi auguro si possa risolvere. Credo ci sia stato un esposto da parte di un privato, quindi questo ha determinato l'accertamento ed è emersa questa discrepanza. A valle della delibera comunale non c'era stata l'autorizzazione per i lavori. Questo è il tema».
Secondo quanto emerso finora, dopo il sequestro dei locali - circa 150 metri quadrati - da parte della Polizia Locale, il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il provvedimento già lo scorso 18 maggio, quindi prima dell'ultima gara disputata dal Napoli al Maradona domenica contro l'Udinese. Al presidente del Napoli, nella qualità di amministratore della società committente dei lavori, viene contestato il reato di abuso edilizio, seppure il club azzurro ritenga la struttura un'opera temporanea destinata a durare fino al 2028, anno di scadenza della convenzione. L'autorizzazione per i lavori è riconducibile a una delibera del settembre 2025, peraltro mostrata dal direttore dei lavori ai vigili urbani, con la quale la giunta guidata dal sindaco Manfredi aveva approvato la richiesta di realizzazione del club azzurro.










