La squalifica annullata dell’attaccante Usa Balogun diventa un caso internazionale. L’Uefa: «Superata la linea rossa». Il presidente: «Sì, ho chiamato Infantino, non era fallo». Lo sdegno dell’Ue: «Lo sport strumentalizzato per fini politici»È difficile dire se la sensazione di aver subito un’ingiustizia o il puro senso di potere abbiano mosso Donald Trump a fare pressione sul lacchè Gianni Infantino, presidente di una Fifa completamente trumpizzata, perché togliesse in modo arbitrario la squalifica all’attaccante statunitense Folarin Balogun, espulso nella partita contro la Bosnia ed Erzegovina e perciò fermato anche per quella successiva contro il Belgio. La zampata del tycoon Trump è un predatore, afferra istintivamente le occaMattia FerraresiModenese, come tutti. Giornalista di Domani, scrive di politica estera e altre cose. È stato caporedattore per quattro anni. Ha lavorato per il Foglio e scrive per New York Times, Wall Street Journal, Boston Globe, Foreign Policy. Ultimo libro: I demoni della mente. Il racconto di un'epoca in cui non si ha fiducia in niente ma si crede a tutto (Mondadori)
Le grinfie sulla Fifa del predatore Trump: Mondiale umiliato, calcio in cortocircuito
La squalifica annullata dell’attaccante Usa Balogun diventa un caso internazionale. L’Uefa: «Superata la linea rossa». Il presidente: «Sì, ho chiamato Infantino, non era fallo». Lo sdegno dell’Ue: «Lo sport strumentalizzato per fini politici»










