di

Francesco Sessa

La decisione è un unicum nella storia del calcio. La Federazione europea: «A rischio l'integrità delle norme»

Un forte rapporto istituzionale, la stima reciproca personale, interessi e diplomazia. È lecito anche parlare di amicizia tra Gianni Infantino – presidente della Fifa – e Donald Trump. Ma il caso Balogun sfocia nel campo da calcio, per certi versi falsa la competizione più importante che esista nel mondo del pallone (il Mondiale) e rischia di creare un «precedente pericolosissimo», parole del nuovo presidente della Figc, Giovanni Malagò. Ancora più dura la Uefa che con una nota ufficiale sostierne che «è stata superata una linea rossa» e che «la certezza delle regole non è più garantita».

Una decisione che ha del clamoroso, un unicum nella storia del calcio in un contesto di tensione globale che fa della Coppa del Mondo negli Stati Uniti (e in Canada e Messico, nazioni ospitanti che hanno perso le rispettive squadre ai sedicesimi) un'immagine pop di dinamiche più radicate.