Maria Fiore Pavia Un giorno di aprile di tre anni fa restò coinvolto in un incidente stradale a poche centinaia di metri dal ponte della Becca, dove fino allo scorso anno gestiva un ristorante. Edoardo V., 56 anni, guidava una Mercedes: l’auto si schiantò contro una moto, provocando il ferimento gravissimo di Gabriele P., 24 anni di Certosa. Pochi giorni fa la giustizia gli ha presentato il conto: una pena di due anni e quattro mesi per lesioni gravissime di cui il 56enne, a suo dire, era ignaro. L’uomo rischia ora il carcere. La sentenza è infatti diventata definitiva e nei giorni scorsi l’uomo ha ricevuto un ordine di carcerazione. L’avvocato Fabrizio Gnocchi, che ha assunto la difesa di recente, per scongiurare l’ingresso in cella farà ricorso al tribunale di sorveglianza chiedendo l’affidamento in prova ai servizi sociali. Ancora da chiarire l’iter che non avrebbe consentito al 56enne di rendersi conto che negli ultimi mesi il suo procedimento era arrivato a termine con una sentenza definitiva di condanna. L’incidente e le indagini L’uomo dopo l’incidente, avvenuto il 29 aprile 2023, era stato indagato con l’accusa di lesioni gravissime. Nel mirino era finita soprattutto la velocità. Il motociclista aveva trascorso parte del pomeriggio alla Becca insieme ad un gruppo di amici. Verso le 19.30 era salito in sella alla sua moto Ktm per ritornare verso casa. Aveva imboccato la strada secondaria che lo avrebbe portato sulla statale: proprio in quel momento dalla Bronese stava arrivando la Mercedes guidata dal 56enne. Dopo qualche decina di metri aveva perso il controllo della vettura e travolto la moto del ragazzo di Certosa che arrivava dalla parte opposta. L’impatto era stato violentissimo: la Ktm era stata tranciata in due. Il giovane era stato portato d’urgenza in ospedale, è rimasto in prognosi riservata. La sentenza Dopo le indagini per il 56enne era partito il processo. La sentenza che ha deciso una pena a due anni e quattro mesi per lesioni gravissime è stata pronunciata dal tribunale di Pavia a novembre. Non essendo stata impugnata è diventata definitiva a febbraio. Pochi giorni fa è arrivato l’ordine di carcerazione.