MURANO - Il vetro e Murano erano la sua vita. E' sempre stato un gran lavoratore, sempre generoso e disponibile con tutti, che andava in fornace anche con la febbre pur di dare, con la sua creatività, forma, colore e vita al vetro. Per questa sua innata generosità, la scomparsa del maestro vetraio Gianluca Vidal, per tutti semplicemente Luca, lascia un vuoto profondo in tutta Murano e non solo. Perché la sua arte nel vetro lo ha fatto conoscere in tutto il mondo. Vidal aveva 50 anni compiuti il primo luglio. Il decesso è sopraggiunto la notte scorsa all'ospedale di Jesolo dopo un breve ricovero.
LA CARRIERA Buranello di nascita, discendente da una famiglia numerosa di pescatori, era il quarto di cinque fratelli. Lascia la moglie Chiara e il figlio Gabriele. Dal 2020 era diventato una colonna portante della vetreria "Venier" in Fondamenta Navagero a Murano per la quale ha lavorato fino allo scorso Natale, ovvero fino a quando le forze glielo hanno consentito. «Personalmente perdo un amico lo ricorda Marino Roberto Laggia, insieme al figlio Nicola e alla moglie Valentina lui ha fatto parte della nostra storia e lo rimarrà per sempre. L'ho sempre visto sorridente, anche nei momenti difficili. Aveva saputo entrare, con semplicità, nel cuore di tutto il team della "Venier". Era un grande maestro del vetro, ma soprattutto una grande persona, un uomo vero anche nelle sue fragilità. Perdiamo un punto di riferimento prezioso». Gianluca Vidal era arrivato alla "Venier" in pieno Covid, dopo essere riuscito a coronare il sogno di mettersi in proprio con una sua fornace. Poi però le difficoltà dovute alla pandemia, i costi e la crisi lo hanno costretto a chiudere. Alla "Venier" ha subito trovato una sorta di seconda famiglia che lo ha accompagnato fino all'ultimo. Una carriera di quasi trentacinque anni, nonostante la prematura scomparsa, finita troppo presto.L'idillio tra Gianluca e il vetro era iniziato subito, all'età giovanissima di 14 anni, avendo deciso di andare a lavorare subito dopo aver terminato le scuole medie. È partito con Vetreria DP, a Murano, dove studia con il maestro Imperio Rossi. Dopo due anni, decide di cambiare ed entra nella fornace di Effetre International. È il più giovane dei vetrai, ma sotto l'ala dei maestri di Effetre, Gianluca comincia ad imparare le più difficili tecniche vetrarie, e poco a poco emerge il suo talento di vetraio. Gianluca ha lavorato negli anni con alcuni dei più importanti maestri vetrai di Murano, quali Afro Celotto, Silvano Molin, Luciano Pavanello, Giancarlo Tagliapietra e Dino Vio. È in quel momento che prende il nomignolo di "Crema", per il suo talento naturale nel modellare il vetro come crema. Nel 2000 passa alla Vetreria Artistica Schiavon, dove ha di nuovo l'opportunità di lavorare con il grande maestro Afro Celotto, che aveva conosciuto all'Effetre. L'anno successivo, dopo aver imparato le tecniche della filigrana, del mosaico e delle murrine, decide di aprire la propria fornace con Afro Celotto e Carlo Tagliapietra. Non è ancora stata fissata la data dei funerali.









