VENEZIA - La città piange la scomparsa Alessandro Zoppi, figura di riferimento nel mondo del collezionismo e dell’antiquariato, sensibile e raffinato conoscitore del vetro. Una passione che lo accompagnava fin da bambino, quando restava incantato dai due Mori di Salviati appartenuti al nonno Enrico: due preziose creazioni in vetro di Murano che gli era proibito perfino toccare. La sua storia professionale è segnata da tappe emblematiche.

IL RITRATTODopo gli anni londinesi nei primi Sessanta, nel 1964 tornò a Venezia per dirigere e poi acquistare una galleria di vetri in Piazza San Marco, entrando così definitivamente nella celebre “Comunità del vetro”. Dopo anni di lavoro intenso, segnati da incontri e collaborazioni con i più autorevoli maestri muranesi e da diverse incursioni fuori Venezia, nel 1990, insieme alla moglie Alessandra, fondò e gestì la “Alessandro Zoppi Gallery” in Via XXII Marzo vocata al commercio di lusso. La sua attività proseguì successivamente in Campo San Maurizio 2761, San Marco, dove la galleria divenne un salotto elegante e accogliente, punto di riferimento per collezionisti e appassionati. Negli ultimi anni, con l’apertura dello spazio in Calle delle Botteghe, San Marco 3449/C, affiancato dai figli Ascanio e Adriano, aveva voluto proporre un percorso ancora più raffinato: una selezione di vetri disegnati da architetti del XX secolo, alcuni dei quali presentati alle Biennali di Venezia nella sezione Arti Decorative, attiva fino al 1972. FILANTROPIAZoppi, 80 anni compiuti lo scorso 30 gennaio, non era soltanto un collezionista, ma un uomo elegante, di classe, sempre presente agli eventi più importanti della città. Con discrezione e generosità, insieme alla famiglia ha sostenuto progetti di beneficenza e di ricerca, lasciando un segno non solo nel mondo dell’arte, ma anche nella vita sociale veneziana. Le sue scelte collezionistiche non erano mai casuali: erano guidate da un occhio sensibile alla bellezza e da una profonda conoscenza della storia del vetro. LA MOSTRALa scelta del collezionista, inaugurata durante la Venice Glass Week 2023, rappresentò uno dei momenti più alti di questo percorso, aprendo al pubblico un patrimonio che amava custodire e condividere. Nella sua magnifica dimora sul Canal Grande, tra arredi preziosi e affreschi del Tiepolo, aveva raccolto una selezionata ed esclusiva collezione di vetri del XVIII e XIX secolo, accanto alle predilette opere del ’900: creazioni dei grandi maestri vetrai, dai Seguso a Salviati, da Barovier a Venini, senza trascurare dipinti e mobilia di grande pregio. Con la sua scomparsa Venezia e il mondo del vetro e dell’autentico artigianato veneziano perdono una voce autorevole e appassionata. Resta l’eredità di una vita vissuta tra collezionismo, cultura e impegno civile: un patrimonio che continuerà a brillare nelle opere raccolte, nella memoria della città e nelle iniziative di solidarietà che ha sostenuto. La data e il luogo delle esequie saranno resi noti dalla famiglia.