Il Provveditorato all’Amministrazione Penitenziaria della Toscana manda una nota a tutte le direzioni delle carceri della regione ordinando loro di violare la legge. È scritto nero su bianco e fa rabbrividire.
Visto l’alto affollamento e dopo la chiusura dei sette reparti di Sollicciano, si legge, non si “è più nelle condizioni di garantire il rispetto delle ordinarie capienze d’Istituto”. Per questo le direzioni avevano giustamente iniziato a rifiutare di accogliere nuovi arrestati. Non c’era spazio per loro, in carcere manca l’aria, si boccheggia, le celle stanno esplodendo. Ma il Provveditorato adesso dice che no, che bisogna cambiare linea. E impone ai funzionari sottoposti di accogliere chiunque. In tal modo la dignità delle persone si può continuare a comprimere, a calpestare ulteriormente, a negare. “A tal fine codeste Direzioni utilizzeranno tutti gli spazi disponibili fino al raggiungimento del limite indicato dall’applicativo di cui sopra”: applicativo informatico che rimane nelle segrete stanze dell’Amministrazione Penitenziaria e che indica un limite superiore alla capienza regolamentare che non è dato sapere come sia costituito. Ma l’ufficio ministeriale di decentramento amministrativo non si ferma qui: le direzioni, prosegue, andranno “se necessario anche oltre, adottando in tali casi ogni iniziativa ritenuta opportuna, compresa, in via estrema per quanto assolutamente provvisoria, la collocazione di brande o materassi a terra”.











