Bologna, 6 luglio 2026 – "Questo tipo di controllo molecolare rappresenta uno degli obiettivi più ambiziosi della chimica contemporanea e apre scenari estremamente promettenti per la medicina del futuro". Così Matteo Calvaresi, professore al Dipartimento di Chimica "Giacomo Ciamician" dell'Università di Bologna e ricercatore del Policlinico Sant'Orsola, commenta i risultati dello studio del NanoBio Interface Lab dell'UniBo, guidato dallo stesso Calvaresi, insieme al gruppo di ricerca del professor Ben L. Feringa, Premio Nobel per la Chimica, dell'Università di Groningen nei Paesi Bassi.

La collaborazione tra le due università ha portato allo sviluppo di una nuova classe di molecole fotosensibili che possono essere attivate nel momento e nel punto desiderato attraverso stimoli luminosi, al fine di creare terapie oncologiche più precise e meno invasive sui pazienti.

Tumori, l’obiettivo della ricerca e il contributo di UniBo

L'obiettivo degli studiosi, infatti, è stato quello di cercare possibili soluzioni agli effetti collaterali che molti farmaci antitumorali provocano: molti di questi farmaci, infatti, agiscono intercalandosi nel DNA delle cellule tumorali per bloccarne la replicazione, ma così facendo spesso può succedere che venga colpito anche il DNA delle cellule sane.