Un “cerotto” con decine di milioni di nanoaghi per analizzare in tempo reale i tumori o per rilevare i segnali di malattie come l’Alzheimer. E che, in alcuni casi, potrebbero persino rimpiazzare le biopsie. A metterlo a punto con un progetto durato molti anni è stato un gruppo del King’s College di Londra coordinato da Ciro Chiappini, ricercatore nel campo dei nanomateriali e biointerfacce presso il Centre for Craniofacial and Regenerative Biology e il London Centre for Nanotechnology. Che ora lo ha sperimentato su campioni di tumori cerebrali (gliomi), pubblicando i risultati su Nature Nanotechnology.

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23 Giugno 2025

I vantaggi

A differenza della biopsia, infatti, che consiste nel rimuovere “frammenti” di tessuto, il dispositivo potrebbe raccogliere informazioni molecolari senza rimuoverli o danneggiarli. Il primo vantaggio, quindi, sarebbe quello di riuscire a monitorare una malattia in tempo reale ed eseguire più test ripetibili sulla stessa area, impossibile oggi con i delicati campioni prelevati con le biopsie. Inoltre, dato che i nanoaghi di cui è provvisto sono mille volte più sottili di un capello e non rimuovono tessuto, non causano dolore o danni.