Le era stato negato il trasferimento da Milano all’UniBas, il Tar Basilicata dà ragione alla studentessa che potrà avvicinarsi per le gravi condizioni della madre

Ci pensa di nuovo il Tribunale amministrativo a fare “giustizia” in Basilicata. Dopo che nei giorni scorsi i giudici hanno ordinato all’Azienda sanitaria di Matera di prendere immediatamente in carico una bambina con disabilità e di avviare le cure riabilitative prescritte dai sanitari, ponendo fine a un’attesa durata oltre un anno, è arrivata una nuova e significativa pronuncia, questa volta per rafforzare la tutela degli studenti universitari che, per gravi ragioni familiari, personali o sanitarie, chiedono di proseguire il proprio percorso di studi presso un Ateneo più vicino al nucleo familiare.

Il Tar Basilicata, con sentenza pubblicata il 4 luglio 2026, ha accolto il ricorso patrocinato dall’avvocato napoletano Giacomo Romano, fondatore della Rivista giuridica “Salvis Juribus” e dello Studio Legale “Salvis Juribus Law Firm”, e ha annullato il diniego opposto dall’Università degli Studi della Basilicata a una studentessa di Medicina e Chirurgia che aveva chiesto il trasferimento straordinario. La vicenda riguardava una studentessa iscritta al terzo anno presso una nota Università di Milano, costretta a rientrare presso il domicilio familiare per assistere la madre, affetta da gravi e plurime patologie. La situazione aveva inciso concretamente sulla serenità personale della giovane e sulla possibilità di frequentare con regolarità il corso di laurea.L’Ateneo aveva respinto l’istanza sostenendo che il trasferimento non potesse essere autorizzato in assenza di posti disponibili, trattandosi di corso a programmazione nazionale, e che la disciplina dei trasferimenti per gravi motivi operasse soltanto “in uscita”.