Il Tar della Basilicata, ha ordinato all’Azienda sanitaria materana la presa in carico immediata di una minore con disabilità per le cure riabilitative. Un’altra istanza di genitori viene accolta da un giudice, che dispone l’avvio immediato delle terapie riabilitative dopo oltre un anno di attesa. La sentenza segue di pochi mesi quella analoga del tribunale ordinario di Matera, che nel dicembre 2025 aveva ordinato all’Asm la ripresa delle cure riabilitative in favore di un minore disabile, interrotte per ragioni di budget. Il decreto cautelare del Tar è datato 2 luglio e riguarda una bambina per la quale le cure non erano proprio partite, nonostante la prescrizione dei sanitari.
Il provvedimento impone all’Asm di assicurare, senza ulteriori ritardi, il trattamento di cui la minore necessità, da erogare in forma diretta oppure, ove necessario, mediante modalità indirette riconoscendo la sussistenza dei presupposti di “estrema gravità e urgenza”, oltre al pregiudizio grave e irreparabile che deriverebbe dal protrarsi dell’inerzia dell’azienda sanitaria considerata la particolare delicatezza della fase evolutiva della minore e l’importanza di un intervento riabilitativo tempestivo per lo sviluppo cognitivo e relazionale. La minore attendeva da oltre un anno l’attivazione delle terapie riabilitative rientranti nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), nonostante le prescrizioni formulate dall’ambulatorio di Neuropsichiatria infantile dell’ospedale di Matera. I genitori avevano, inoltre, diffidato formalmente l’Asm senza ricevere alcun provvedimento espresso, né l’avvio del percorso terapeutico richiesto.






