di
Ilaria Sacchettoni
Prelevata nel pomeriggio dalla scuola elementare che frequentava è stata affidata al padre con un provvedimento tanto urgente quanto controverso
La bimba di Monteverde che aveva spinto un intero condominio alla resistenza per evitare il suo trasferimento in una struttura protetta non è più con sua madre. Prelevata nel pomeriggio dalla scuola elementare che frequentava è stata affidata al padre con un provvedimento tanto urgente quanto controverso nel quale si fa riferimento a «una situazione di pregiudizio inerente alla sfera familiare». Un presidio solidale con le ragioni della donna è convocato per oggi nel quartiere mentre la sua avvocata, Marina Marconato, studia contromisure legali. Intanto, però, c’è una bimba di sei anni disorientata e scossa che passa da un affidamento all’altro senza apparente ragione e una madre sgomenta che cerca soluzioni possibili. La storia di Stella (nome di fantasia) potrebbe essere quella di altri figli di genitori separati, contesa e dunque sottoposta a forte stress.
Una patologia rende la piccola fragileLa bimba di Monteverde ha, però, in aggiunta, una patologia che la rende fragile. Una sindrome che accresce la sua vulnerabilità così come certificato, nero su bianco, dagli esperti del Tribunale. Più di un anno fa, dopo un drammatico tentativo di prelevarla per portarla in una casa famiglia, la bimba si era legata con lo scotch alle sedie del tavolo di casa. Non voleva lasciare sua madre. Il blitz fu scongiurato anche dall’indignazione corale dei condomini. E fece il giro dei media. A fronte di tutto ciò l’avvocata Marconato era riuscita a ottenere per la bimba una situazione di equilibrio (almeno temporaneo) collocandola presso la madre alla quale assegnava anche la casa familiare. A garanzia dei dirittidi Stella era stato nominato, poi, un tutor. Ma il conflitto tra i genitori non era mai venuto meno.








