PADOVA - Il Tribunale civile, presieduto da Alina Rossato con le giudici Barbara De Munari e Federica Di Paolo, lo scorso 10 aprile ha deciso di affidare una bambina di 5 anni, al momento in via esclusiva, al padre. Il motivo è nella relazione del Ctu (consulente tecnico d'ufficio) nominato dal Tribunale dove è scritto: «...La minore è stata esposta a intenti punitivi e vendicativi materni, i quali confermano la sussistenza di una condizione relazionale a carattere dannoso per la minore, la quale risulta esposta a vissuti materni di natura persecutoria, che non le consentono di accedere serenamente alla figura paterna, né di beneficiare degli interventi predisposti a sostegno del suo sviluppo...».
La madre, residente in un comune della cintura urbana di Padova, in questi giorni sta cercando di bloccare il provvedimento del Tribunale civile, che coinvolge i servizi sociali e il possibile ausilio dei carabinieri per la pubblica sicurezza, affidandosi all'associazione Movimentiamoci di Vicenza e a due avvocate pugliesi.
Sulla vicenda ha presentato un'interrogazione al ministro Nordio l'onorevole Stefania Ascari del Movimento 5 stelle che dal suo arrivo in parlamento si occupa del caso. «Ho subito presentato l'interrogazione, conosco la vicenda e la madre, ci sono elementi gravissimi che non sono stati valutati - commenta -. Il provvedimento è di una violenza senza precedenti senza aver valutato il danno irreparabile per la bambina. Abbiamo anche chiesto un incontro al ministro Nordio per illustrare quanto sta accadendo».









