PADOVA - Il processo per il bambino di 5 anni sequestrato dal padre insieme ad altri tre parenti, il 5 ottobre del 2021 a Padova, è stato caratterizzato ieri nel primo pomeriggio da un colpo di scena. I giudici del Tribunale collegiale hanno stralciato le posizioni del papà Bogdan Hristache, romeno di 34 anni difeso dall’avvocato Marco Destro, dello zio Luis Davis Hristache di 28 anni e del nonno Ardelean Hristache di 54 anni. Motivo, le difese hanno sollevato l’eccezione sulle mancate notifiche ai loro tre assistiti quindi ignari di essere imputati.
La Corte ha così trasmesso gli atti al Gup e per i tre Hristache si dovrà ripartire dall’udienza preliminare. A processo è rimasta la sola Ana Maria Tomuta di 36 anni. Tutti e quattro sono stati accusati di sottrazione di persona e sequestro di minore in concorso. In aula ha testimoniato, affiancata dall’avvocato di parte civile Giuliano Tiribilli, la madre del piccolo.
La giovane mamma romena, abito lungo e capelli raccolti, si è emozionata e ha pianto quando ha raccontato ai giudici cos’era capace di fare il padre di suo figlio a lei e al bambino. «Tra me e Bogdan non c’è mai stato un buon rapporto - ha ricordato - spesso mi picchiava. E poi lui e la sua famiglia questo figlio non lo accettavano. Volevo andarmene e quando nel 2017 mi sono trasferita in Moldavia con il piccolo, Bogdan ci ha raggiunto e lo ha rapito. È stata la prima volta e io ho presentato denuncia sia in Moldavia e sia in Romania. Il Tribunale mi ha dato ragione e ho vinto l’affidamento del bambino, anche se il padre poteva vederlo. Poi nel 2019 mi sono trasferita in Italia e due anni dopo, nell’ottobre del 2021, Bogdan ha di nuovo rapito mio figlio».








