«C’è chi, per difendersi dal caldo estremo, deve tenere chiuse finestre e balconi per paura di respirare fibre di amianto». È la denuncia di tre associazioni sulla situazione vissuta da alcuni residenti nei pressi di piazza Lambert, a Trani, costretti - secondo quanto riferito - a convivere con coperture in cemento-amianto in cattivo stato di conservazione proprio mentre il Comune ha attivato il piano emergenza caldo per assistere anziani, persone fragili e senza dimora, ma dimenticando probabilmente questo problema così delicato.

A sollevare il caso sono Oikos e l’associazione esposti amianto e rischi per la salute, entrambe rappresentate da Antonio Carrabba, e Codacons Trani, rappresentato dall’avvocato Nicola Ulisse. Le associazioni descrivono una situazione «kafkiana», evidenziando i rischi per la salute, il disagio di dovere rinunciare ad arieggiare le abitazioni durante le elevate temperature e l’impossibilità, per molte famiglie, di trasferirsi altrove avendo investito tutti i propri risparmi nell’acquisto della casa.

Nel mirino finiscono innanzitutto i proprietari degli immobili con coperture in amianto, accusati di ignorare da oltre trent’anni gli obblighi imposti dalla normativa e di non intervenire nonostante il deterioramento dei manufatti. Le associazioni li definiscono «irresponsabili e incivili», sostenendo che il diritto di proprietà non possa prevalere sulla tutela della salute pubblica.