Secondo il docente, la vicenda Asml conferma che la competizione sui semiconduttori è una guerra di intelligence a tutti gli effetti. A ulteriore riprova del fatto che e tecnologie critiche non sono solo beni industriali ma veri obiettivi strategici
Nei giorni scorsi il Segretario per il commercio americano, Howard Lutnick, ha sollevato il caso Asml mostrando grande preoccupazione sul fatto che la macchina per la produzione di semiconduttori sviluppata e prodotta dall’azienda olandese, possa essere stata riprodotta in Cina sulla base di un’attività di spionaggio, tesi che sembra essere sostenuta anche dall’amministrazione Trump. Va precisato che dal 2019 gli Stati Uniti avevano bloccato l’esportazione verso la Cina delle macchine per litografia ultravioletta (Euv) che producono i semiconduttori più avanzati al mondo. Questo evento dimostra che la competizione tecnologica è ormai una guerra di intelligence. Antonio Teti, docente di Fondamenti di Cybersecurity presso l’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara, lo aveva già evidenziato in “China Intelligence”, dove un paragrafo specifico è dedicato proprio al caso Asml. Ma il punto è più ampio: chi controlla le tecnologie critiche controlla il potere globale. Formiche.net lo ha intervistato.










