Non lo scalfiscono le liste d’attesa nella sanità e neanche le polemiche attorno alla crisi del vino, anzi. Il presidente del Piemonte Alberto Cirio resta saldamente nella parte alta della classifica sul consenso dei governatori, piazzandosi al quarto posto con una popolarità che raggiunge il 60% (+3,9 rispetto allo scorso anno). Tanti sono infatti i piemontesi che giudicano positivamente il suo operato secondo il Governance Poll di Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore. L’exploit, però, è di Antonio Decaro (Pd), che conferma anche da governatore della Puglia la prima posizione occupata a lungo quando era sindaco di Bari. Dietro di lui i leghisti Alberto Stefani, che ha preso il posto di Luca Zaia in Veneto e anche sul podio della graduatoria, e Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia-Giulia). Cirio, invece, condivide la quarta posizione con Roberto Occhiuto (Calabria) suo alter ego anche in Forza Italia dove molti vedono tra i due una sorta di braccio di ferro per la futura leadership. Ultima posizione per il presidente del Lazio Francesco Rocca, fermo al 42% di gradimento con un tonfo rispetto all’anno scorso dell’11,9%. Ottima, invece, la performance di Renato Schifani che dal 42,1% è passato al 56%. Urne virtuali, la fatica del governare Ancor più interessante la graduatoria relativa ai sindaci, l’ultima prima delle elezioni amministrative che interesseranno cinque capoluoghi piemontesi su otto. Tutti i sindaci uscenti perdono consenso, il segno forse di leadership usurate dalla fatica dell’amministrare e roccaforti politiche sempre meno salde. Il primo dei piemontesi è il leghista Alessandro Canelli di Novara, il quale tuttavia ha poco da festeggiare: il suo consenso è infatti al 56,5%, che lo piazza al 19° posto: il calo rispetto al 2025 è del 13,1%. Sintomo di un’amministrazione che evidentemente risente delle ultime scosse telluriche avvenute in maggioranza, con tre consiglieri passati a Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, da dove hanno iniziato a “cannoneggiare” sulla giunta e in particolare sul vicesindaco Ivan De Grandis, l’alfiere di Fratelli d’Italia.