di
Carlos Passerini
A Dallas il vecchio e il bambino si sfidano per un posto nei quarti: Ronaldo, 41 anni e sei Mondiali sulle spalle, contro Yamal, che quando Cristiano debuttava nel 2006 non era ancora nato. La sfida del tempo, fuori dal tempo
DAL NOSTRO INVIATODALLAS — Il cielo del Texas, gli spazi infiniti, un duello da dentro o fuori. Mancano solo i cappelli da cowboy e le pistole, per il resto trama e ambientazione sono quelli dei film western. Dove il tempo gioca sempre un ruolo decisivo.
Quando Cristiano Ronaldo partecipava al primo dei suoi sei Mondiali, anno 2006, Lamine Yamal non era ancora nato. Il vecchio e il bambino, eccolo il duello che mette in palio un posto nel saloon dei quarti del Mondiale. Si gioca a Dallas, sotto a un sole infernale e un caldo impossibile, se non fosse che qui i dollari non mancano e gli stadi hanno tetto e aria condizionata. La sfida sarà però comunque incandescente, perché uno fra lo spagnolo e il portoghese tornerà a casa, alla fine di questo scontro generazionale che mette di fronte stili, età, epoche diverse, fan diversi.













