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Carlos Passerini, inviato a Città del Messico
Messi a 38 anni contro Yamal a 18, Ronaldo che gioca il suo sesto Mondiale contro Haaland al debutto: il torneo più grande di sempre è anche uno scontro epocale tra generazioni
È qui la fiesta. Passionale, rumorosa, muy latina. Noi non ci siamo, nemmeno da imbucati, ma il resto del mondo sì: quarantotto squadre, altrettanti sogni. Mentre 36mila persone si radunano sul Paseo de la Reforma di Città del Messico per realizzare la «ola» più grande del mondo, finendo nel Guinness dei primati e lanciando così la prima sfida ad americani e canadesi, gli altri due Paesi organizzatori, sul campo si preparano a risplendere le stelle. Quelle di ieri, di oggi, quelle di domani.
Mai come stavolta, il Mondiale sarà uno scontro generazionale, un faccia a faccia fra campioni di età diverse e lontane. Da una parte i vecchi pirati da record come Cristiano Ronaldo (41 anni), Modric (40) e Messi (38), dall'altra i giovani rampanti al debutto come Yamal (18), Haaland (25) e Olise (24).













