Era stato detto anche quattro anni in Qatar. Questa volta, però, sembra essere giunto il momento dell'ultimo grande ballo per i due giocatori più iconici degli ultimi 20 anni e probabilmente della storia del calcio. Mai scommettere contro di loro, ma per Lionel Messi e Cristiano Ronaldo il Mondiale di Stati Uniti, Canada e Messico (al via dall’11 giugno) sarà davvero il gran finale di due carriere straordinarie. In molti sognano l'incrocio, magari nell’ultimo atto, anche se con la nuova formula a 48 squadre è difficile fare calcoli e prevedere quale sarà il tabellone. Peserà inevitabilmente la carta d'identità, per quanto entrambi abbiano dimostrato di essere fuori dal tempo e capaci di esprimersi ancora ad alti livelli, nonostante non giochino in campionati di prima fascia.
Eterni L’argentino ha già abituato bene gli americani a suon di gol, assist e dribbling in Mls, con la maglia dell'Inter Miami. In Florida sono tutti pazzi per l’ex Barcellona: le sue maglie sono ovunque e a Wynwood, il quartiere dei murales di Miami, c’è un muro colorato dedicato interamente a lui. Il portoghese invece continua a segnare inesorabilmente in Arabia Saudita con l’Al-Nassr, con cui ha appena vinto anche il campionato, avvicinandosi sempre più all'obiettivo dei 1000 (mille) gol. C'è da dire che Messi compirà 39 anni proprio durante il Mondiale, tra la seconda e la terza partita del girone eliminatorio, il 24 giugno. Ronaldo ne ha già compiuti 41 a febbraio. Nonostante ciò, restano due punti fermi delle rispettive nazionali: un po' per riconoscenza, un po' perché basta la sola presenza a caricare la squadra, ma soprattutto perché restano due ottimi giocatori. Difficilmente ripeteranno le prestazioni degli anni d'oro: sono lontani i tempi delle infinite sfide tra Barcellona e Real Madrid, il grande “Clasico”, le notti di Champions, il duello a suon di Palloni d’oro e le stagioni da record - anche se Messi a 35 anni nel 2022 in Qatar tirò fuori dal cilindro una serie di prestazioni monstre - ma resta la curiosità di guardarli ancora una volta giocare nel massimo palcoscenico possibile.
















