di Paolo Condò
Dall’11 giugno al 19 luglio la Coppa più ambita del calcio (di nuovo senza l’Italia). I quarantenni resistono, il futuro spinge, un immenso mosaico di storie umane: molto di più del semplice gioco del calcio
Manuel Neuer aveva detto basta alla nazionale due anni fa, alla fine dell’Europeo, deluso dall’uscita ai quarti, seccato per le critiche subite al Bayern per una serata infelice al Bernabeu e un po’ a disagio - eufemismo - perché i suoi 38 venerabili anni mal si combinavano con gli appena 36 del commissario tecnico Julian Nagelsmann. Che poi l’aveva già assaggiato a Monaco, il baby c.t., scoprendo un nerd della panchina per cause di forza maggiore: a 20 anni, promettente difensore dell’Augsburg, s’era sfasciato un ginocchio in un modo così complicato da far dire ai medici che non era più il caso di pensarsi calciatore. Lui allora aveva anticipato la depressione immergendosi nel lavoro di osservatore che il tecnico di quell’Augsburg gli aveva proposto, un po’ impietosito e un po’ colpito dalla determinazione del ragazzo ferito. Non tutti sanno che quel tecnico si chiamava Thomas Tuchel, oggi c.t. dell’Inghilterra, e immaginate quale straordinario intreccio conterrebbe una partita tra Germania e Inghilterra il prossimo mese.













