Da Osimhen a Donnarumma, da Rodrygo a Kvara. E' un Mondiale con molti assenti quello che si profila dall'11 giugno. Alcune defezioni sono dovute agli infortuni, altre alla mancata qualificazione delle nazionali, un numero più ridotto alle legittime ma opinabili scelte dei ct. Tutto questo stride con l'aumento del numero delle partecipanti (48).
L'Italia paga un tributo pesante al responso del campo. Oltre al capitano mancheranno tanti volti importati: da Calafiori a Tonali, da Barella a Dimarco. Fra le europee spicca l'assenza della Danimarca con i suoi campioni Hojlund, Hjulmand ed Eriksen, mentre senza la Polonia mancheranno Zielinski e soprattutto Lewandowski, mai troppo fortunato nelle rassegne iridate.
La mancata qualificazione priverà il mondiale di due difensori noti, l'ungherese Kerzez e l'ucraino Zabarnyi, delle giocate sopraffine dell'ungherese Szoboszlai e del georgiano Kvara, e dei gol dello sloveno Sesko e del serbo Vlahovic.
Ma anche l'Africa lascia a casa molti protagonisti che hanno ciccato la qualificazione. Della Nigeria mancheranno due pezzi da 90: oltre a Osimhen non sarà presente neanche Lookman, senza il Camerun diserteranno Mbeumo e Anguissa, senza il Gabon mancheranno i gol di Aubameyang. In Sudamerica non c'è il Cile e quindi mancherà l'esperto Alexis Sanchez.









