La nuova Italia azzerata e ringiovanita riparte dalle mani sicure del suo capitano, Gigio Donnarumma. Unico reduce della catastrofica notte di Zenica, il portierone azzurro non ha esitato a prendersi il ruolo di leader e "chioccia" di un gruppo giovanissimo chiamato a voltare pagina dopo la delusione sportiva della mancata qualificazione ai Mondiali. Orgoglio e senso di appartenenza sono i concetti, secondo il numero Uno azzurro, da cui ripartire per riportare il calcio italiano sui palcoscenici che merita.
“Rappresentare l'Italia è sempre un onore unico - ha detto - Abbiamo sofferto e pianto per i nostri errori. Quella con la Bosnia è una ferita profonda che non sarà facile rimarginare. Quella partita dovrà servirci per il nostro futuro. Ma è giusto sottolineare che le parole non servono più a nulla. Quello che in questo momento serve è ritrovare il coraggio e la forza di voltare pagina. Si dovrà ripartire, a cominciare dalle sfide con Lussemburgo e Grecia, e farlo nel modo giusto. Sono certo che lo faremo perché abbiamo un gruppo di giovani di qualità”.
Dopo le lacrime versate nei mesi scorsi, dunque, Donnarumma ha voluto dare un segnale forte di attaccamento alla maglia. È stato lo stesso giocatore a svelare il retroscena in conferenza: "Ho contattato il mister dando la mia totale disponibilità. Mi sono sentito in dovere di propormi. Da capitano della Nazionale era doveroso. Anche gli altri miei compagni erano pronti a rispondere all’eventuale convocazione, ma Baldini ha deciso di voler dare spazio a un gruppo di ragazzi che stanno dimostrando di aver capito il valore della maglia azzurra. Se mi piacerebbe giocare le prossime Olimpiadi? Per questa maglia farei di tutto. Quindi parteciparvi sarebbe un grande onore”.












