HomeAnconaCronacaParco, stradelli e sicurezza: "Falesia, no alle ’toppe’. Il turismo sia consapevole"La professoressa Alessandra Negri, geologa e ordinaria della Politecnica, spiega la situazione del Conero: "Gli Enti devono intervenire in sinergia".La professoressa Alessandra Negri, geologa e ordinaria della Politecnica, spiega la situazione del Conero: "Gli Enti devono intervenire in sinergia".Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciDopo le associazioni, l’ente Parco e la politica, l’inchiesta del Carlino sui sentieri interdetti del Conero continua coinvolgendo la professoressa Alessandra Negri, geologa e ordinaria dell’Università Politecnica delle Marche.

Per come è messa la parte alta della nostra costa, è possibile trovare un compromesso tra fruizione e sicurezza?

"Bisogna innanzitutto comprendere che il Conero non è un’unica situazione geologica. C’è il nucleo antico di rocce compatte – ’la Maiolica’, la pietra bianca delle case di Sirolo – e, verso nord, rocce argillose che con la pioggia colano: Mezzavalle è l’esempio più lampante. Quindi ogni situazione richiede interventi differenti. Il Passo del Lupo, ad esempio, è di fatto un sentiero di alta montagna da affrontare attrezzati; eppure, ho incontrato turisti con ombrellone e infradito decisi a scendere, su un tracciato peraltro interdetto – da un’ordinanza del sindaco. Ben venga la fruizione, ma richiede una manutenzione accurata e frequentatori consapevoli. Servirebbe un’unione di intenti tra i vari enti. Bisogna capire che la falesia è attiva, il mare la erode al piede destabilizzandola: la frase ’mettere in sicurezza’, da sola, non vuol dire niente. L’intervento può durare poco; l’anno dopo, senza manutenzione, la sicurezza è già persa. Il problema alla base resta la mancanza di finanziamenti".