HomeAnconaCronacaIl paradosso del Conero. Patrimonio naturale vietato per sentieri chiusi o interdetti: "Bastano piccoli interventi"Viaggio negli stradelli dai paesaggi mozzafiato in cui non si può accedere per mancata manutenzione. L’ente Parco sta aggiornando in questi giorni la carta dell’accessibilità: alcuni potrebbero sparire.Viaggio negli stradelli dai paesaggi mozzafiato in cui non si può accedere per mancata manutenzione. L’ente Parco sta aggiornando in questi giorni la carta dell’accessibilità: alcuni potrebbero sparire.Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUna nuova catena, più discreta della vecchia ormai arrugginita, chiude da mesi il sentiero tra i civici 115/a e 115/b, alla Vedova, quasi a sancire che la chiusura non è più un’emergenza, ma una condizione definitiva. A pochi metri resta affissa la scheda di Arpa, Comune e Regione che certifica come "eccellente" la qualità delle acque del tratto di mare a cui quel cancello dovrebbe portare. "È un controsenso – dice Gabriele Parisini, della Commissione Sentieri e Cartografia del Cai regionale – Le istituzioni dicono che vale la pena arrivarci, e nello stesso momento te lo impediscono". L’ordinanza che ha chiuso questo accesso porta la data dell’8 agosto 2025. È definita "contingibile e urgente", e la sua validità — si legge nel testo — non doveva andare oltre il 31 ottobre 2025. Sono passati più di sette mesi. Il sopralluogo che Parco e Comune avevano prospettato, per valutare modifiche al tracciato o nuove protezioni che permettessero una riapertura in sicurezza, non si è mai svolto. Il cancello, semplicemente, è rimasto chiuso. Per Parisini, questo silenzio è il punto centrale di tutto il discorso. "È il meccanismo della rana bollita – spiega – Ogni anno si perde un pezzetto di accesso, e nel momento in cui succede non te ne accorgi. Poi ti svegli dopo cinque o sei anni e scopri che per goderti il Conero devi arrivare dritto al parcheggio di Portonovo o di Sirolo".