Il Parco del Conero apre uno spiraglio sui sentieri interdetti. Giovedì 25 giugno il consiglio direttivo ha approvato all’unanimità un mandato al direttore Zannini per avviare il percorso di riapertura del sentiero 311, il cosiddetto sentiero della Sardella. Una decisione concreta che arriva al termine delle settimane di inchiesta del Carlino sui sentieri interdetti del Conero e a pochi giorni dall’intervista con cui il presidente Conte e la struttura tecnica avevano risposto alle accuse degli ambientalisti. Il provvedimento prevede un monitoraggio geologico preliminare, cui dovrebbe seguire una stima di massima dei costi degli interventi di messa in sicurezza e fruibilità, per poi procedere alla riapertura tenendo conto della classificazione e dei criteri di fruizione. È il primo passo di una strategia che in prospettiva dovrebbe allargarsi anche agli altri due sentieri ufficiali interdetti, il 310 e il 312. L’iniziativa è stata del consigliere Stacchiotti che ha chiesto di mettere il tema all’ordine del giorno, in seguito al sopralluogo già effettuato dal gruppo di lavoro sulla sentieristica del parco, di cui fanno parte lo stesso Stacchiotti, il vicepresidente Circelli, l’architetto Giambartolomei e l’architetto Caravaggi. Il gruppo, incaricato di lavorare sulla fruizione dei sentieri, aveva predisposto un primo sopralluogo sul 311. Da lì la scelta: il sentiero della Sardella è quello più facilmente risolvibile tra i sentieri interdetti, perché il CAI ha già eseguito interventi abbastanza importanti sul tracciato e non ci sono vincoli di tipo normativo o giuridico. Di fatto, sarebbe già fruibile. Il suggerimento al direttivo è stato accolto all’unanimità, con l’incarico al direttore di avviare tutta la parte valutativa che dovrebbe portare alla completa fruizione. La discussione in consiglio ha però rispecchiato la complessità del quadro. Tra i presenti hanno preso la parola alcuni proprietari di grotte nella zona della Vedova, che hanno sollevato il paradosso del sentiero tra i civici 115B e 115A: chiuso con cancello e ordinanza sindacale scaduta il trenta ottobre 2025, in un tratto dove Arpam certifica l’alta qualità delle acque. Una situazione in cui — come hanno fatto notare — un’istituzione vieta l’accesso mentre un’altra consiglia la balneazione. Conte ha preso atto, impegnandosi a sollecitare il Comune di Ancona sulla verifica dello stato dell’ordinanza, pur ribadendo che la competenza sulla sicurezza è in capo al Sindaco e non al parco.
Il Parco riapre i sentieri interdetti. Si comincia da quello della Sardella. Protestano i grottaroli della Vedova
Dopo l’inchiesta del Carlino arriva una decisione concreta: monitoraggio geologico preliminare e fruizione completa. Accolta l’iniziativa del consigliere Stacchiotti, primo passo importante.








