TREVISO - «Tornatene a Catanzaro». È stata questa la frase che si è sentita dire un'addetta delle Poste impegnata agli sportelli della sede centrale di piazza Vittoria a Treviso. Giovedì pomeriggio ci sono stati momenti di tensione all'interno dell'ufficio. Un uomo di mezza età che si era messo in fila ha iniziato a lamentarsi dei tempi d'attesa. La sua protesta, però, ha ben presto perso la forma civile. In pochi istanti è degenerata. Ha cominciato a urlare, denigrando il lavoro degli impiegati delle Poste davanti a tutti gli utenti che erano in coda con lui.

LA LITE A un certo punto una delle addette non ha più potuto fare finta di nulla: «Per cortesia - gli ha detto - può evitare di disturbare le altre persone in attesa?». Apriti cielo. L'uomo ha preso la richiesta come un affronto, perdendo le staffe. Si è messo a inveire ancora più forte. Una vera e propria aggressione verbale. Fino a provare a troncare la discussione nel peggiore dei modi: «Se ne torni a Catanzaro», ha urlato in faccia alla dipendente delle Poste. LE COLLEGHE Una frase rimbombata all'interno dell'ufficio che ha immediatamente scatenato la reazione delle altre impiegate, subito intervenute in difesa della collega. È stato necessario l'intervento della direttrice, chiamata dai lavoratori, per arginare il parapiglia. «Il personale si è stretto attorno alla funzionaria che è stata attaccata, esprimendole la massima solidarietà per quello che era appena accaduto - racconta un testimone - in tutto ciò, l'uomo si è arrabbiato ancora di più perché ha visto che nessuno gli dava man forte. E poi se n'è andato, senza smettere di inveire contro il personale». Fino a quando la porta non si è richiusa alle sue spalle.